Azionario Asia

Corbetta Angelo Corbetta
Responsabile azionario Asia

Qual è la strada ottimale per accedere agli investimenti azionari in Asia?
Al momento, la scelta più indicata è di orientarsi verso prodotti Pan-Asiatici, questo per non assumere troppi rischi specifici, vista la recente volatilità delle valute e le tensioni nei rendimenti a livello globale. C'è un'ulteriore ragione per investire con un approccio "Pan-Asia", la possibilità di investire in Giappone e Australia, che sono due mercati sviluppati che godono di un migliore posizionamento rispetto ai mercati emergenti in Asia.
Giappone e Australia sono gli unici due mercati dove le società possiedono asset esteri. Le società australiane e giapponesi investono da molti anni in asset esteri, negli Stati Uniti e in Europa. Pertanto, non risultano vulnerabili rispetto al rallentamento degli scambi commerciali a livello globale.

Quali saranno i fattori trainanti per i mercati azionari asiatici nel 2017?
Credo che la volatilità delle valute sia molto importante, e vedremo cosa accadrà. Naturalmente, con i recenti sviluppi, e in base a quanto ci aspettiamo dalla nuova amministrazione USA, non siamo molto positivi dal lato degli scambi a livello globale e questo potrebbe influire sui mercati emergenti dell'area asiatica che storicamente sono orientati alle esportazioni.
Se queste problematiche dovessero verificarsi, le valute potrebbero essere messe sotto pressione. Dobbiamo quindi monitorare le valute locali. Credo che nel breve termine assisteremo a un periodo di stabilizzazione anche se non ci attendiamo grandi cambiamenti nei prossimi 3 o 6 mesi. Pertanto, il fattore più importante da monitorare è di fatto la volatilità delle valute, oltre alle tensioni nel segmento a lungo termine della curva.

Quali sono i mercati favoriti e quali quelli sfavoriti in Asia?
Ad oggi, i mercati preferiti in Asia sono il Giappone, l'Australia e Taiwan. Tra quelli sfavoriti ci sono invece Tailandia, Indonesia, Malesia e Corea. Siamo positivi verso Giappone, Australia e Taiwan perché hanno società di qualità, che investono in ricerca e sviluppo in modo consistente da 5 o 10 anni e, fattore ancora più importante, detengono attività operative all'estero. Questo è fondamentale, perché detenere questo tipo di asset in un paese straniero significa essere meno vulnerabili a tensioni commerciali.
L'India continuerà probabilmente ad avere una posizione favorevole nel medio-lungo periodo, ma c'è stato un evento importante di recente: il governo ha fatto importanti passi avanti per ridurre il peso dei regolamenti delle transazioni in contanti. Questo per far aumentare il rapporto tra entrate fiscale e PIL, un provvedimento importante in un'ottica anche di lungo periodo. Purtroppo, nel breve termine, questo sarà doloroso poiché l'economia dell'India poggia su transazioni liquide, la percentuale dei pagamenti in contanti è infatti molto alta. Pertanto, nel breve termine potremmo assistere a un impatto negativo sul PIL.
La Cina è avvantaggiata dal fatto che è un mercato isolato e non sarà facile per gli Stati Uniti etichettarla come manipolatore della valuta. Tecnicamente, è alquanto improbabile. Ci aspettiamo comunque nuove riforme e un'importante domanda locale a sostegno dell'economia del paese.

Perché l'investimento nell'azionario Asia è favorevole per un investitore?
Credo che la diversificazione sia veramente fondamentale. Personalmente ritengo che sia necessario diversificare i propri investimenti. Nell'azionario, non bisogna dimenticare che l'Asia offre valutazioni piuttosto convenienti in termini di rapporto prezzo e valore contabile e anche in termini di leva finanziaria, che sta diminuendo.
Dunque non sottovalutiamo eventuali sorprese al rialzo. Quindi, è un buon diversificatore di portafoglio, ed è meglio non essere troppo ribassisti in questo momento in una regione che offre valutazioni interessanti.

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