PRESTAZIONI

 
E’ possibile beneficiare di prestazioni prima del pensionamento e al momento del pensionamento al ricorrere di determinate condizioni. Le prestazioni cui il lavoratore può accedere prima del pensionamento sono: l'anticipazione, il trasferimento e il riscatto. Al momento del pensionamento, l'iscritto può ottenere una prestazione pensionistica erogata sotto forma di rendita o di capitale.
 
 
Il diritto si acquisisce in presenza dei seguenti requisiti: - maturazione dei requisiti di accesso alle prestazioni stabiliti nel regime obbligatorio di appartenenza; - almeno cinque anni di partecipazione alla forma pensionistica complementare. Questi requisiti devono sussistere in concorso tra di loro: di conseguenza, in termini generali, se mancano i requisiti per avere la pensione pubblica non si può chiedere la pensione complementare. Se sussistono i requisiti per la pensione pubblica ma l'aderente non ha almeno cinque anni di partecipazione al fondo pensione, si potrà percepire solo il capitale (a titolo di riscatto, e nelle sole forme collettive, cfr. art. 14, comma 5, D.lgs. 252/05).
 
 
No. L'aderente, al momento della maturazione dei requisiti necessari per fruire della pensione pubblica, deve decidere (e comunicare al fondo pensione a cui è iscritto) se percepire la prestazione unicamente sotto forma di rendita o se percepirla in parte sotto forma di rendita (nella misura minima del 50% del montante finale accumulato) ed in parte sotto forma di capitale (nella misura massima del 50% del montante finale accumulato). L'aderente può chiedere che la prestazione gli venga erogata unicamente sotto forma di capitale qualora, convertendo in rendita non meno del 70% del montante finale accumulato, la rendita medesima risulti inferiore al 50% dell’assegno sociale. Ai fini del calcolo in questione deve assumersi a riferimento la rendita vitalizia immediata e senza reversibilità: si deve tener conto, cioè, solo della speranza di vita dell'aderente (beneficiario diretto). Da ottobre 2014 è consentito che una parte della prestazione pensionistica (o quella in rendita o quella in capitale) venga immediatamente erogata e che la restante parte, mantenuta presso il Fondo, sia erogata successivamente su richiesta dell’Aderente (prestazione differita).
 
 
In due casi: se l'aderente resta inoccupato per un periodo di tempo superiore a 48 mesi, a seguito della cessazione dell'attività lavorativa o se l'aderente è colpito da invalidità permanente che comporti la riduzione della capacità lavorativa a meno di un terzo. In entrambi i casi,è possibile richiedere di accedere alle prestazioni con un anticipo di cinque anni rispetto ai requisiti per l'accesso alle prestazioni nel regime obbligatorio di appartenenza.
 
 
Qualora, prima della maturazione del diritto all'erogazione del trattamento pensionistico complementare, l'aderente perda i requisiti,ad esempio per cambio di lavoro con conseguente applicazione di un diverso contratto collettivo può: 1. trasferire la posizione pensionistica individuale alla forma pensionistica complementare alla quale il lavoratore ha accesso in relazione alla nuova attività; 2. riscattare il 50% della posizione maturata in caso di cessazione dell'attività lavorativa che comporti inoccupazione per un periodo di tempo non inferiore a 12 mesi e non superiore a 48 mesi, ovvero in caso di mobilità, cassa integrazioni guadagni ordinaria o straordinaria; 3. esercitare il riscatto totale della posizione individuale maturata in caso di invalidità permanente che comporti la riduzione della capacità di lavoro a meno di un terzo, a seguito di cessazione dell'attività lavorativa che comporti l'inoccupazione per un periodo di tempo superiore a 48 mesi; 4. riscattare, nelle sole forme collettive, se gli statuti o i regolamenti delle stesse lo prevedono, l'intera posizione maturata (il presupposto in questo caso è la sola perdita dei requisiti di partecipazione: a titolo esemplificativo: perdita del lavoro; pensionamento prima della maturazione del diritto alla prestazione pensionistica).
 
 
L'intera posizione individuale maturata è riscattata dagli eredi ovvero dai diversi beneficiari indicati dall'aderente. Gli eredi o i beneficiari possono essere sia persone fisiche che persone giuridiche. In mancanza di tali soggetti la posizione resta acquisita al fondo pensione.
 
 
La facoltà di trasferimento della posizione individuale può avvenire non prima di due anni di permanenza nel Fondo.
 
 
Dipende dal tipo di rendita che l'aderente ha scelto al momento del pensionamento. La rendita sarà erogata fino al decesso del beneficiario della rendita medesima nel caso di rendita vitalizia senza opzioni. Alla morte di questo, la rendita non sarà pertanto più corrisposta. Nel caso in cui, invece, l'aderente abbia scelto la rendita reversibile, questa sarà erogata al beneficiario finché questi è in vita; alla sua morte, la rendita sarà corrisposta al beneficiario superstite (reversionario).La rendita “certa per k anni”, poi vitalizia, viene invece erogata per un numero di anni prestabilito (anche in caso di morte del beneficiario) decorso il quale la rendita diventa vitalizia.
 
 
Sì. Ovviamente l'entità della rendita si ridurrà in proporzione al numero e soprattutto all'età dei beneficiari che verranno effettivamente designati.
 
 
 
 
 
 
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