Scelta esplicita o tacito conferimento

La riforma del 2007 ha introdotto per i dipendenti privati il concetto del tacito conferimento per il TFR maturato in azienda. I nuovi assunti hanno 6 mesi di tempo per comunicare dove destinare il proprio TFR. Se non lo fanno, il TFR viene automaticamente destinato alla previdenza complementare secondo una precisa gerarchia stabilita dalla legge:

  • alla forma pensionistica collettiva prevista dagli accordi o dai contratti collettivi, anche territoriali, a meno che non sia intervenuto un diverso accordo aziendale tra le parti che prevede la destinazione del Tfr a un’altra forma pensionistica complementare collettiva.
  • in assenza di accordo,al fondo a cui ha aderito il maggior numero di lavoratori dell'azienda.

Solo se queste modalità non sono applicabili, il datore di lavoro trasferisce il Tfr maturando alla forma pensionistica complementare instituita presso l’Inps (FondInps). Il FondInps è un fondo residuale: vi confluisce il Tfr dei lavoratori silenti, se non esistono fondi di categoria, ma non è possibile aderire esplicitamente.

La scelta di destinare il Tfr alla previdenza complementare è irrevocabile, mentre la scelta di non conferire il Tfr è revocabile, in un qualsiasi momento.

Attraverso il conferimento tacito viene destinato alla previdenza complementare soltanto il Tfr, e si perde la possibilità di usufruire dei i benefici fiscali previsti per la previdenza complementare.

 
 
 
 
 
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