PIONEER INVESTMENTS’ EUROPEAN COLLOQUIA 2011

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Si è concluso con successo l’appuntamento con i Pioneer Investments' European Colloquia, l’evento organizzato da Pioneer Investments in collaborazione con l’istituto I.S.E.O. (Istituto di Studi Economici e per l’Occupazione), giunto quest’anno alla sua quinta edizione. Crisi del debito sovrano, mercati finanziari e risparmi sono solo alcuni dei temi discussi lo scorso 14 e 15 settembre nella suggestiva cornice del lago di Iseo.

Roger Yates, CEO di Pioneer Investments e Riccardo Venchiarutti, Vice Presidente di I.S.E.O (Istituto di Studi Economici e per l’Occupazione) hanno dato il via ad una serie di interventi e tavole rotonde a cui hanno partecipato prestigiosi esponenti di istituzioni internazionali e del mondo accademico tra cui i premi nobel Robert Engle, James Mirrlees e Christopher Pissarides che con i professionisti di Pioneer Investments hanno fatto il punto della situazione.

A 3 anni esatti dal collasso di Lehman Brothers la parole “crisi” è ancora al centro dei riflettori. Questa volta si tratta della crisi del debito pubblico, tema dominante dell’intervento di Marco Buti, Direttore Generale della Commissione Affari Economici e Finanziari dell’Unione Europea. Secondo Buti l’Europa dovrà fare i conti con un contesto difficile per la crescita economica in cui i paesi maggiormente colpiti dalla crisi saranno chiamati a compiere riforme strutturali.

Un ruolo chiave spetta allora alla politica e alle istituzioni come ha ribadito anche Giuseppe Scognamiglio, Vice Presidente Esecutivo e Responsabile degli Affari Pubblici di UniCredit, che ha ricordato come l’euro sia irrinunciabile e sia stato essenziale nella storia di UniCredit, che proprio grazie alla moneta unica è oggi un grande gruppo internazionale.

Ancora crisi del debito, ma anche opportunità legate allo sviluppo dei paesi emergenti, al centro dell’intervento di Giordano Lombardo, Group CIO di Pioneer Investments. Lombardo dipinge uno scenario di forte cambiamento. La diversificazione tradizionale è in discussione così come il concetto stesso di “investimento privo di rischio”. Si tratterà di adattarsi ad un nuovo contesto di mercato in cui le tecniche di gestione del portafoglio dovranno evolvere per far fronte alle nuove sfide.

Qual è, invece, il punto di vista dei premi nobel? Robert Engle, premio nobel 2003 per i suoi studi sulla volatilità, pone l’accento proprio sulle sfide in tema di gestione del rischio. La mappa del rischio sta cambiando e come abbiamo avuto modo di vedere anche di recente la volatilità non è stabile e può repentinamente salire. È importante quindi allungare l’orizzonte temporale e valutare il rischio non solo sulla base di dati storici, ma anche in considerazione delle prospettive economiche e politiche.

A parlare degli impatti della crisi sulla vita di tutti i giorni è invece Christopher Pissardes, nobel 2010, che pone l’accento sulla disoccupazione, il vero freno alla crescita. Ci troviamo di fronte ad un cambio generazionale dove i giovani devono affrontare un mercato del lavoro instabile e prospettive di pensioni più contenute. Uno scenario che evidenzia il ruolo degli operatori finanziari chiamati ad offrire soluzioni di investimento lungo le diverse fasi della vita.

Le opportunità potrebbero venire dalle economie emergenti che, secondo il nobel 1996 James Mirrlees, non sono state così esposte alla crisi e godono di un buono stato di salute dei conti pubblici, ma bisognerà valutare anche i rischi, basti pensare alle crescenti disuguaglianze sociali che potrebbero in futuro minacciare la stabilità di questi paesi.

Il dibattito sulle prospettive economiche e sulle implicazioni per gli investitori è stato affrontato nel corso di tre tavole rotonde moderate da Andrea Cabrini, Managing Editor di Class/CNBC che hanno visto come protagonisti oltre ai premi nobel anche Arrigo Sadun, Direttore Esecutivo del Fondo Monetario Internazionale, Axel Boersh-Supan, Professore del Max-Planck-Institute di Monaco, Robert F. Wescott, Economic Adviser dell’ex presidente Clinton e Presidente di Keybridge Research e esponenti di Pioneer Investments tra cui Giordano Lombardo, Werner Kretschmer, Kenneth Taubes, Matteo Germano, Mauro Ratto e Sandro Pierri. Per Pierri, CEO di Pioneer Investments Italia, le società di gestione del risparmio dovranno sempre più offrire soluzioni di investimento adeguate al profilo di rischio dei clienti, puntando su prodotti che limitino le perdite durante i periodi di turbolenza di mercato, pur offrendo rendimenti adeguati nel medio lungo termine.

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