Global Markets Strategy Report

Quadro macro ed errori politici in primo piano
Gli ultimi dati economici indicano una crescita debole, ma difficilmente una recessione. Tuttavia, l’azione politica che abbiamo visto di recente, con vertici economici dedicati alla crisi del debito sovrano e l’erogazione di fondi straordinari alle banche congiuntamente dalla BCE e dalla Federal Reserve, suggeriscono che il settore bancario sia visto come possibile cinghia di trasmissione della crisi dall’area euro all’economia globale. Questa azione concertata è intesa a prevenire le conseguenze di eventi paragonabili al fallimento di Lehman Brothers.

La Federal Reserve ha peggiorato il giudizio sulle prospettive per l’economia quando ha annunciato nuove misure di stimolo. Avere citato “significativi rischi al ribasso” per la crescita può placare alcuni detrattori politici della sua politica troppo espansiva ma l’allarme inaspettato può essere ispirato anche dalla crisi del debito in euro, divenuta lo scenario centrale di rischio.

In una nota di speranza, l’ingresso di attori esterni potrebbe avere implicazioni positive, spingendo l’Unione Europea ad adottare le azioni energiche necessarie per affrontare la crisi. Sulla questione della Grecia, tuttavia, la tendenza al rinvio di decisioni sembra ancora prevalere. Pertanto, spetta ad organi tecnici (BCE, fondo salva-stati) trattare direttamente con la crisi.

In questo clima difficile preferiamo dare ancora prioritĂ  al controllo del rischio, piuttosto che cogliere immediate opportunitĂ  di acquisto in mercati martoriati come quelli azionari e obbligazionari del credito.

Crediamo che uno scenario di protratta debolezza della crescita non sia nemmeno completamente scontata sul mercato USA e abbiamo pertanto ridotto il sovrappeso in questa classe. Alcune pessimistiche ipotesi legate alla crisi del debito sovrano appaiono invece sempre più scontate sui mercati europei in particolare sulle azioni e obbligazioni di banche, che a nostro avviso sono in grado di sostenere eventi anche traumatici come un’insolvenza controllata del debito pubblico greco.

Occasioni migliori potrebbero venire dal coinvolgimento nel forte calo degli ultimi mesi di settori che traggono prodotti principalmente fuori della zona euro ed in particolare da paesi emergenti dove l’economia ha rallentato, ma non è minacciata dalla recessione (e che infatti restano in cima alle nostre preferenze per l’allocazione azionaria).

Tuttavia, i dati macroeconomici dovrebbero avere prioritĂ  su criteri di selezione degli investimenti fondati sui bilanci aziendali (analisi microeconomica). Quando le condizioni di mercato saranno meno volatili, parametri convenzionali come i rapporti prezzo-utili o prezzo per valore contabile dovrebbero recuperare un ruolo chiave e i mercati azionari europei avrebbero apprezzabili margini di rialzo.

Nel clima attuale il massimo che si può fare è di acquistare l’azionario europeo in contropartita del taglio sugli USA. Per evitare che ciò esponga maggiormente la strategia ai molteplici scenari di rischio, che vedono l’Europa in primo piano, non abbiamo completato la mossa sul piano valutario. Riteniamo infatti che il dollaro sia una protezione a buon mercato contro un ulteriore cedimento dell’euro.

I dati contenuti nel documento sono forniti da Pioneer Investment Management SGRpA che si riserva il diritto di modificare, in ogni momento, le analisi e le informazioni prodotte.