Italia sotto i riflettori

Tensioni sui Titoli di Stato e attenzione alle soluzioni politiche e alla BCE. La situazione dei mercati non riflette i fondamentali.
La crisi del debito sovrano dell’area euro sta peggiorando velocemente, con l’Italia, la terza economia dell’area, sotto attacco da parte dei mercati finanziari.
Nelle ultime settimane le tensioni sul debito pubblico italiano hanno, infatti, raggiunto un livello eccezionale, che nelle ultime ore si è ulteriormente acuito dopo che il governo italiano ha perso la sua maggioranza parlamentare. Ad un’iniziale reazione positiva da parte dei mercati che hanno interpretato gli eventi come la fine di un governo ormai privo di credibilità, è seguito un rapido peggioramento nelle ultime ore.

A confronto, altri paesi della zona euro colpiti dalla crisi sono stati trattati meglio dai mercati finanziari dopo cambiamenti politici (la Spagna è il caso più significativo). In Italia, il primo ministro ha detto che darà le dimissioni subito dopo l’approvazione da parte del parlamento della legge di stabilità, presumibilmente nel giro di due settimane. I mercati finanziari sembrano considerare insufficiente questo impegno e potrebbero, invece, preferire un cambio immediato.

A rendere incerta la situazione c’è, da un lato, la mancanza di dettagli sulle misure che si dovrebbero approvare a breve e dall’altro l’incertezza sull’evoluzione politica dato che un’eventuale elezione avverrebbe, per legge, tra i 45 e i 75 giorni dopo lo scioglimento del parlamento da parte del capo dello Stato.

Ad aggravare ulteriormente la situazione si è aggiunta anche la decisione da parte di LCH Clearnet, la principale cassa di compensazione europea, di incrementare il margine di garanzia richiesto per la negoziazione dei titoli di Stato Italiano. Il risultato è una forte carenza di domanda sui titoli di Stato italiano che ha fatto salire i rendimenti sopra il 7%, mentre lo spread tra il BTP decennale e il Bund ha segnato un nuovo massimo storico ad oltre 570 punti base, un livello difficilmente sostenibile.

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Il ruolo della Banca Centrale Europea

Azioni politiche sia a livello nazionale ed internazionale sono stati fattori importanti per i mercati obbligazionari durante il corso della crisi. Organi non eletti, come la Banca Centrale Europea, possono ancora giocare un ruolo decisivo grazie al programma di acquisto di titoli, in attesa della European Financial Stability Facility (EFSF) per essere pienamente operativo. Il Securities Market Program (SMP) potrebbe continuare a sostenere i titoli di Stato italiani, qualora venissero messe in atto le giuste misure di politica fiscale per stabilizze il deficit e promuovere la crescita economica.

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Focus sulle azioni politiche per gestire la crisi

Riteniamo che le valutazioni attuali dei titoli di Stato italiani non riflettano i fondamentali del paese dato che la ricchezza delle famiglie italiane è pari ad oltre 4 volte l’ammontare del debito pubblico. La situazione è frutto soprattutto di una crisi di fiducia e per risolverla il ruolo della BCE diventa sempre più importante.
Nel corso dell’ultima riunione la BCE ha all'unanimità abbassato il tasso di interesse di riferimento prendendo pienamente in considerazione il contesto di rallentamento economico della regione e le preoccupazioni degli investitori circa la crisi del debito sovrano. Il nuovo presidente ha ammesso che "stiamo andando verso una fase di lieve recessione" e ha osservato che lenta crescita economica "ha il potenziale di ridurre nel medio termine la pressione inflazionistica". La decisione segna un allontanamento dall’approccio precedente. Invece di preparare il terreno, il nuovo presidente ha iniziato il suo mandato con una mossa apparentemente audace, più simile a un'azione rapida tipica della Federal Reserve. Un secondo taglio dei tassi è ormai ampiamente atteso alla prossima riunione ai primi di dicembre, dopo aver anticipato che le previsioni di crescita sarebbero state riviste al ribasso in modo significativo.
Piuttosto che incolpare le tendenze globali, Draghi ha sottolineato che il rallentamento è dovuto in gran parte dalle incertezze e dalle tensioni sui mercati finanziari generate dalla crisi del debito e ha voluto sottolineare le qualità della "continuità, credibilità e coerenza", che ha condiviso con il suo predecessore. Ha rassicurato la Germania esprimendo la sua ammirazione per la banca centrale tedesca e la sua politica ortodossa volta a contenere l'inflazione. Nonostante la sua enfasi sulla continuità con il passato, gli sviluppi futuri sembrano orientati verso questo nuovo approccio. Non mancano gli strumenti disponibili e grazie alla sua capacità di creare moneta, la BCE può ancora stabilizzare la crisi, prima che diventi una vera e propria crisi di fiducia globale.

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