Osservatorio del Risparmio
UniCredit - Pioneer Investments


Il primo rapporto dell'Osservatorio del Risparmio UniCredit - Pioneer Investments mette in luce l'importanza fondamentale di una corretta allocazione del risparmio per rispondere a vecchie e nuove esigenze. Essenziale far ripartire la crescita per tornare a generare nuovi flussi.

Nato dalla collaborazione tra l’ufficio Economic e Market Research di Pioneer Investments e l’ufficio Territorial Research, Strategies e Marketing di UniCredit, lo studio ha preso in esame i flussi di risparmio e lo stock di ricchezza delle famiglie italiane, sottoponendoli a un confronto internazionale e unendo anche considerazioni basate su un campione rappresentativo di clienti UniCredit.

La situazione dell’Italia che emerge dal Rapporto è quella di un paese ancor sostanzialmente ricco ma che sta vivendo un periodo storico particolarmente critico. Le famiglie italiane risparmiano sempre meno e, nella maggior parte dei casi, non per scelta ma perché stanno subendo una graduale erosione dei redditi. Inoltre, la riduzione del risparmio nazionale è stata accompagnata dal 2002 in poi da un deficit della parte corrente della bilancia dei pagamenti.

La strada per un ritorno al riequilibrio passa attraverso un aumento di produttività e competitività delle imprese nazionali. Da qui la necessità di insistere sul rilancio dell’export, in grado fornire la prima scossa al motore della crescita economica. Anche dal lato famiglie occorre incentivare e sviluppare una cultura del risparmio, attraverso iniziative volte a rendere il risparmio più semplice, conveniente e magari automatico.

L'analisi della composizione degli stock di ricchezza finanziaria mette in luce una presenza molto bassa di prodotti di risparmio gestito. In particolare, risulta molto bassa la diffusione dei fondi pensione.

I dati del Rapporto evidenziano la sostanziale polarizzazione della ricchezza nelle mani degli ultra 55enni (70% nel 2011), mentre i soggetti con meno di 34 anni posseggono poco meno del 4% del totale degli asset finanziari. Occorre quindi liberare risorse da dedicare alle nuove iniziative imprenditoriali dei giovani, sia come antidoto per uscire dalla crisi attuale che come investimento per il futuro.

A livello territoriale il Rapporto conferma una generale contrazione del risparmio nel triennio 2010 - 2012, fatta eccezione per il Nord Est, dove un modello di sviluppo economico fortemente basato sull'export ha contribuito a sostenere il reddito e dunque il risparmio.

Tuttavia, se si amplia lo sguardo agli ultimi cinque anni, si nota che le regioni del Nord hanno subito una contrazione del tasso di risparmio, in particolare il Nord Ovest è passato dal 12,8% del 2006 al 5,0% del 2011. Al contrario, le regioni del Sud hanno registrato una crescita significativa imputabile a minori livelli di consumo e alla percezione di una maggiore incertezza sulle prospettive future che alimenta forme di accumulo a scopo precauzionale.

Infine, il Rapporto rileva che la ricchezza finanziaria in Italia risulta concentrata nelle regioni del Nord, che detengono una quota superiore al 60%.

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