Ricerca di rendimento nella crisi del debito sovrano dell'Area Euro

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Circa un anno fa sostenevamo che l’influenza del fattore politico nella gestione degli affari economici sarebbe stata durevole ed avrebbe pesato sulla crescita economica. In realtà, gli interventi messi in atto hanno peggiorato la situazione, avendo trasformato un caso di contabilità fraudolenta in un piccolo Paese della Zona Euro in un rischio di recessione globale.


Errori di gestione politica sono stati fatti in tutta la vicenda e hanno portato a cambiamenti di governo in diversi paesi, dopo elezioni generali o per dimissioni. L’incapacità di fornire soluzioni chiare e convincenti ha portato ad una situazione di stallo, in un contesto in cui i fattori politici hanno assunto un’importanza equiparabile ai fattori economici nell’influenzare i mercati finanziari. I fattori politici rimarranno dominanti anche nel 2012. L’esito della crisi, e quindi lo scenario economico e di mercato, sarà essenzialmente binario, ossia potrà migliorare o peggiorare in modo significativo rispetto allo scenario di base a seconda della soluzione trovata.

Nello scenario di base per il 2012 ci aspettiamo che la crisi del debito sovrano dell’Area Euro sarà gestita in modo adeguato, anche se periodi di turbolenza saranno ancora probabili. A nostro avviso le istituzioni europee avranno un ruolo chiave nell’evitare un’implosione dell’Area Euro, unitamente agli sforzi di rafforzamento fiscale dei principali paesi periferici. Riteniamo tuttavia che non avverrà una risoluzione definitiva della crisi nel corso del 2012, e che lo scenario più probabile sia la prosecuzione di soluzioni di carattere parziale, ma dirette verso una maggiore integrazione fiscale tra i paesi dell’area.

Secondo il nostro scenario di base, il Prodotto Interno Lordo crescerà a livello mondiale del 3% nel 2012. L’economia della Zona Euro potrebbe incorrere in una recessione o comunque in una debole crescita economica (intorno a 0,6% nel 2012), mentre negli Stati Uniti l’economia continuerà ad affrontare una crescita inferiore al trend di lungo periodo (ci aspettiamo una crescita di circa il 2% nel 2012) e con un’inflazione ancora sotto controllo la Federal Reserve confermerà una politica monetaria espansiva. Maggiore spinta alla crescita dovrebbe provenire dalle Economie Emergenti, dove le politiche degli ultimi due-tre anni, rivolte al contenimento dell’inflazione, potrebbero essere giunte a compimento. È il caso della Cina, dove il nostro scenario di base prevede un “atterraggio morbido” dell’economia.

Prevediamo tre rischi principali per il nostro scenario base. Il primo è rappresentato da una crisi a pieno titolo dell’Euro, con alcuni paesi in default ovvero costretti ad uscire dall’Unione Monetaria e la manifestazione di una crisi del credito con impatto negativo sull’economia reale; la seconda è la possibilità di un “atterraggio duro” dell’economia cinese, mentre l’ultimo fattore di rischio è legato al prezzo del petrolio. Il nostro scenario base prevede che il prezzo del petrolio resti pari a circa 100 $ al barile, mentre un prezzo molto al di sopra potrebbe pesare sulla crescita mondiale.

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