Domande frequenti

 
No. La nuova tassazione non produce alcun effetto negativo sulle performance. Da questo punto di vista la riforma fiscale dei fondi di diritto italiano è assolutamente neutrale.
 
 
Nulla. Il controvalore delle quote non cambia. Il 1° luglio, infatti, il numero di quote possedute dal sottoscrittore, così come il valore delle quote, non subisce alcun cambiamento.
 
 
I disinvestimenti effettuati prima del 1° luglio non saranno assoggettati alla nuova tassazione. Fino a quella data resterà infatti in vigore l'attuale regime di tassazione sul maturato in capo al fondo.
 
 
Per tutti i clienti che hanno sottoscritto fondi di diritto italiano prima dell’entrata in vigore della riforma e che disinvestiranno dopo il 1° luglio si applicherà il regime fiscale transitorio*.
La ritenuta del 12,5% sarĂ  calcolata sulla differenza positiva tra il valore della quota alla data di rimborso e il valore della quota al 30 giugno 2011.

Esempio:
1/4/2011 – Sottoscrizione – 100 euro
30/6/2011 – Valore investimento 105 euro
30/9/2011 – Valore disinvestimento – 108 Euro
Ritenuta: 12,5% x (108 – 105) = 12,5% x 3 = 0,375

Nel caso in cui la differenza sia negativa l’investitore realizza una minusvalenza che viene automaticamente compensata dalla Banca nell’ambito del deposito titoli in regime di risparmio amministrato presso la stessa intrattenuto. Tale compensazione automatica opera anche nel caso in cui le quote siano inserite nelle c.d. “rubriche fondi” sempre che il cliente sia titolare allo stesso tempo anche di un deposito titoli ordinario. Invece, se l’investitore detiene esclusivamente una “rubrica fondi”, senza un contestuale deposito titoli ordinario, può richiedere alla Banca - a seguito di ogni singola operazione di riscatto delle quote - il rilascio della certificazione di minusvalenza. Per le quote direttamente sottoscritte presso la Sgr, al cliente verrà rilasciata certificazione di minusvalenza.

*Regime fi scale transitorio: per le quote possedute già prima del 1° luglio la ritenuta del 12,5% sarà calcolata sulla differenza tra il valore delle quote al momento del disinvestimento e il loro valore al 30 giugno 2011.

 
 
In questo caso il meccanismo di tassazione applicato è quello sul realizzato, in vigore dopo l'entrata in vigore della riforma il 1° luglio 2011. Verrà applicata una ritenuta del 12,5% sull'incremento di valore delle quote avvenuto tra la data di sottoscrizione e la data del loro disinvestimento.
 
 
In caso di minusvalenza, cioè nel caso in cui il controvalore di rimborso sia inferiore al controvalore determinato al momento della sottoscrizione (o al controvalore in essere al 30 giugno 2011 per i sottoscrittori ante tale data) il sottoscrittore realizza una minusvalenza che potrà essere portata, nei 4 anni successivi, in compensazione di altre plusvalenze che costituiscono redditi diversi (cioè plusvalenze su compravendita di titoli azionari, obbligazionari e prodotti derivati), ma non dei proventi realizzati su fondi comuni di investimento, che costituiscono redditi da capitale3 non compensabili.
Rimane quindi confermata l'impossibilitĂ  di compensare proventi positivi derivanti da fondi comuni con eventuali minusvalenze realizzate sui medesimi fondi.
 
 
Nelle lettere di conferma di rimborso inviate ai clienti dalla societĂ  di gestione in occasione di disinvestimenti, anche parziali, verrĂ  riportato il dettaglio del valore lordo di rimborso, dell'importo prelevato a titolo di ritenuta e del valore netto accreditato al cliente. VerrĂ  quindi data evidenza al reddito soggetto a tassazione.
 
 
Per i fondi che fanno ad esempio quota settimanale o quindicinale e non prevedono il calcolo della quota al 30 giugno, le societĂ  di gestione calcoleranno una quota tecnica a quella data che servirĂ  per il calcolo della fiscalitĂ .
 
 

No. Non bisogna fare nulla perché non ci sono obblighi dichiarativi in capo al lavoratore dipendente. Solo nel caso in cui l'investimento in un fondo è effettuato da:
- imprenditori individuali, e le partecipazioni ai fondi sono relative all’impresa;
- societĂ  commerciali residenti nel territorio dello Stato (societĂ  in nome collettivo, in accomandita semplice ed equiparate, societĂ  a responsabilitĂ  limitata, societĂ  per azioni e in accomandita per azioni, societĂ  cooperative e societĂ  di mutua assicurazione);
- enti pubblici e privati diversi dalle società, nonché i trust, residenti nel territorio dello Stato, che hanno per oggetto esclusivo o principale l'esercizio di attività commerciali;
- stabili organizzazioni nel territorio dello Stato di societĂ  ed enti non residenti nel territorio dello Stato.
La ritenuta è applicata a titolo di acconto (e non a titolo di imposta) e il sottoscrittore è tenuto ad includere gli eventuali proventi in dichiarazione dei redditi, assoggettarli all'imposta sui redditi e ha diritto a scomputare la ritenuta subita dalle imposte complessive dovute. 

 
 
Per i fondi che fanno ad esempio quota settimanale o quindicinale e non prevedono il calcolo della quota al 30 giugno, le societĂ  di gestione calcoleranno una quota tecnica a quella data che servirĂ  per il calcolo della fiscalitĂ .
 
 
Poiché il piano d'accumulo prevede una serie di versamenti periodici nel tempo, per determinare il controvalore da utilizzare per il calcolo dell'eventuale plusvalenza o minusvalenza si utilizza il costo medio ponderato (CMP), cioè il rapporto tra la somma degli investimenti netti e il numero di quote possedute dal cliente. Se le quote sono state acquistate prima del 30 giugno il CMP sarà il valore quota riferito a quella data. Il calcolo dell'imposta del 12,5% verrà effettuato sulla differenza tra il controvalore di rimborso e il risultato che si ottiene moltiplicando il CMP per il numero di quote rimborsate:

Rimborso al 30/9/2011
Valore quota al 30/9/2011: 6
CMP: 4,5
Quote rimborsate: 125
Imposta = 12,5% x [controvalore rimborsato - (CMP x n. quote rimborsate)].
Imposta = 12,5% x [(6x125) – (4,5x 125) = 12,5% x (750 – 562,5) = 12,5% x 187,5 = 23,44
 
 
Si. Sul controvalore disinvestito da un fondo si applicherĂ  la nuova tassazione. Pertanto sul fondo di destinazione sarĂ  trasferito il controvalore al netto della ritenuta fiscale.
 
 
No. Mentre gli eventuali guadagni sono considerati redditi da capitale, le perdite derivanti dalla partecipazione ai fondi costituiscono redditi diversi. Questa differente natura del reddito rende impossibile compensare proventi positivi derivanti da fondi comuni con eventuali minusvalenze realizzate sui medesimi fondi. Le eventuali perdite possono invece essere utilizzate in compensazione con le plusvalenze su altri titoli nei quattro anni successivi.
 
 
Nel caso in cui il sottoscrittore abbia optato per il regime fiscale gestito, i fondi non sono soggetti a tassazione perché le eventuali perdite o i proventi concorrono per maturazione (al loro valore lordo) a costituire il risultato della gestione assoggettato ogni anno a imposta sostitutiva del 12,5%. Nel caso in cui il sottoscrittore abbia optato per il regime fiscale amministrato, vi sarà una ritenuta d'imposta del 12,5% sugli eventuali proventi periodici percepiti e sulla differenza tra il valore di riscatto, di cessione o di liquidazione delle quote e il valore medio ponderato di sottoscrizione o acquisto delle quote. Nel caso in cui si realizzi una minusvalenza il cliente riceverà una certificazione di minus che può essere utilizzata per compensare plusvalenze costituenti redditi diversi realizzate successivamente in questoo in altro deposito o in dichiarazione.
 
 
I proventi, che costituiscono redditi di capitale, sono soggetti ad una ritenuta del 12,5%.