Gli interventi della BCE per salvare l’euro


Giordano Lombardo - Group Chief Investment Officer di Pioneer Investments

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L'ultima azione della BCE potrebbe costituire un punto di svolta nella crisi dell'euro?

La BCE ha dimostrato ancora una volta il suo impegno a "fare tutto il necessario" nell'ambito del suo mandato al fine di evitare la rottura dell’euro. Questo non costituisce affatto una novità ed è stato chiaro fin dalla riunione dei primi di agosto che era in cantiere una nuova e più incisiva azione della BCE. Il fatto che il nuovo piano sia stato approvato quasi all'unanimità, a mio parere è un risultato molto positivo per il mercato, almeno nel breve termine. Siamo molto lieti di vedere l'impatto che questa decisione ha avuto sul mercato in quanto favorisce in modo significativo le prestazioni dei nostri portafogli.Detto questo, penso che siano necessarie ulteriori misure con un orizzonte di lungo termine. Per cominciare, manca ancora una serie di misure universalmente condivise per favorire la crescita e l'occupazione, così come manca un'ampia integrazione fiscale. Nel frattempo le vicende politiche potrebbero conquistare il centro della scena nei prossimi mesi e portare rinnovata volatilità sul mercato.

Come valuta il nuovo piano di acquisto di obbligazioni da parte della BCE?

A mio parere, la Outright Monetary Transaction (OMT) è uno strumento efficace per affrontare un specifico aspetto della crisi dell'Eurozona e cioè le dinamiche degli spread connesse ai timori di rottura dell’euro. L'obiettivo della OMT è quello di ripristinare il meccanismo di trasmissione della politica monetaria in tutti i paesi della zona euro. In realtà, persistono divergenze significative nella media dei tassi sui prestiti per il settore non finanziario privato, a danno dei Paesi più deboli. L'azione della BCE potrebbe concentrarsi su titoli con 3 anni di vita residua e potrebbe anche essere a sostegno della parte intermedia della curva (5 anni) oltre che della parte più lunga. La forte condizionalità della OMT la rende uno strumento potente per mantenere la disciplina fiscale (con la stretta fiscale e le riforme strutturali) nei paesi che parteciperanno. Inoltre, i titoli acquistati nel OMT saranno trattati come se fossero detenuti da obbligazionisti privati in modo che la BCE rinunci al proprio status di anzianità, un altro aspetto positivo della decisione.

Guardando al quadro macro, quali sono le condizioni dell’economia globale?

I dati diffusi questa estate ha confermato una scenario di crescita contenuta per l'economia mondiale in generale. Tuttavia, il quadro è eterogeneo in aree chiave come gli Stati Uniti, l’Europa e la Cina. Negli Stati Uniti è in corso un rallentamento, ma la buona notizia è che l'economia continua a crescere a circa il 2% su base annua. Segnali di stabilizzazione e miglioramento stanno emergendo in settori che soffrono in recessione: la riduzione della leva nelle famiglie è quasi completa, il credito bancario sta riguadagnando slancio e il mercato immobiliare sta finalmente recuperando sia in termini di attività edilizia e che di prezzi. Il punto più critico rimane il mercato del lavoro, dove la ripresa è più lenta del previsto e dovrebbe mantenere la FED impegnata in una politica monetaria più accomodante fino al manifestarsi di un miglioramento strutturale. Guardando al futuro, la principale minaccia per l'economia degli Stati Uniti è legato al "scogliera fiscale" e il dibattito sul tetto del debito, che rischia di estendersi anche nel 2013, trascinando verso il basso la crescita.

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