Nervi saldi in mercati volatili


John Carey, CFA - Gestore del Comparto Pioneer Funds – U.S. Pioneer Fund dal 1986

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Dr. Carey, dai massimi di fine aprile, l’indice Standard and Poor’s 500 è sceso del 18% (chiusura dell’8 Agosto). Lo scorso anno, in confronto, il mercato ha subito una correzione del 17% tra il 26 Aprile e il 1 Luglio. Come sta vivendo questa nuova fase di volatilità?

Dopo avere vissuto molte fasi negative del mercato nel corso degli anni, non le trovo mai facili da gestire, ma ho imparato che tutte queste fasi hanno delle cose in comune.

 

  • Ogni correzione sembra essere quella  decisiva.  
  • Ognuna viene spiegata da circostanze che gli operatori sentono di non potere influenzare e che alimenteranno ulteriori ribassi.
  • Nessuno riesce a trovare ragioni per acquistare e dunque le opportunità rimangono allo stato potenziale.
  • Storicamente le flessioni del mercato si sono manifestate ed esaurite come lo svolgersi delle tempeste.

Quali sono gli elementi che la preoccupano?
La situazione si presenta sicuramente complessa, per diversi elementi.

  1. I paesi europei stanno attraversando serie difficoltà finanziarie.
  2. L’economia USA sta  zoppicando e i politici a Washington hanno appena trovato un accordo sul tetto al debito pubblico che per gli analisti è confuso e insoddisfacente.
  3. Da un lato più fondamentale, gli investitori cominciano a preoccuparsi per gli utili di impresa con l’economia che rallenta. La crescita degli utili degli ultimi 2 anni è venuta per lo più dal taglio di costi, da un cambio favorevole del dollaro e dal ripristino delle scorte produttive, tutti fattori che hanno già mostrato i loro effetti. Stavamo iniziando ad avere il sostegno dell’aumento delle vendite per sostenere ancora i profitti ma il debole quadro economico rischia di indebolire questa tebdenza.
  4. Osservando le tendenze demografiche e tenendo presente l’elevato numero di pensionati e di lavoratori in procinto di andare in pensione, gli investitori pensano che la propensione ad investire in capitale rischio sarà limitata. La spiccata volatilità del mercato farà da ulteriore disincentivo dal prendere rischi per le persone anziane. Considerando allora che i prezzi dei titoli riflettono un rapporto fra domanda e offerta, gli investitori preferiscono titoli a più basso rischio, che pensano saranno sempre più ricercati. Questo fatto ha implicazioni per la domanda di lungo periodo di investimenti azionario, particolarmente quelli a maggiore rischio.

Vi sono degli elementi che consentono di guardare con fiducia agli investimenti?
Le valutazioni del mercato azionario dopo questa correzione sono divenute ancora più interessanti, con una media dell’indice S&P500 ad appena 13 volte gli utili alla chiusura 12 agosto.
I dividendi sono buoni ed offrono rendimenti molto competitivi rispetto ad altre fonti di reddito, soprattutto se confrontati con i ritorni veramente risicati dei titoli di Stato.
La liquidità delle aziende è molto abbondante.
Questo fa si che operazioni di fusione e acquisizione proseguano, così come il riacquisto di azioni proprie. L’incertezza della situazione economica fa procrastinare le decisioni di investimento ma l’abbondante cassa può costituire un buon potenziale appena la situazione si ristabilizza.
Infine, molte società USA oggi derivano larga parte dei loro profitti da paesi esteri dove la crescita economica rimane più forte.

Cosa consiglia oggi ad un risparmiatore che vede queste oscillazioni sui mercati?

Di sicuro non è facile mantenere i nervi saldi di fronte a movimenti così bruschi dei mercati, quando in gioco ci sono i propri risparmi. Tuttavia farsi prendere dal panico e liquidare gli investimenti quando la volatilità è così elevata rischia di essere dannoso e di generare perdite che difficilmente sono recuperabili, anche perché poi è difficile rientrare sui mercati. E’ quando ci sono i ribassi che si generano opportunità di medio-lungo termine. Se andiamo alla storia recente anche nel 2009, dopo la pesante crisi dei mercati seguita al fallimento di Lehman Brothers, era difficile pensare di investire, ma poi si è visto come gli investimenti di qualità abbiano recuperato e con movimenti anche consistenti.  

Non è detto che quanto avvenuto allora si ripeta oggi, ma le crisi recenti hanno mostrato tutte questo andamento. Oggi non so dire quale possa essere il catalizzatore positivo che faccia invertire la tendenza ribassista e ancor più difficile è individuare il momento in cui questo avverrà. E’ per questo che un approccio graduale all’investimento, che eviti il rischio del market timing, una buona diversificazione e un orizzonte d’investimento appropriato possono aiutare a guardare gli investimenti con fiducia, al di là delle turbolenze di breve periodo.

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