La BCE taglia i principali tassi


Cosimo Marasciulo - Responsabile dei Mercati Obbligazionari Governativi e Valutariimg-giordano-lombardo

La BCE ha già fatto molti sforzi per rilanciare l’economia. Quale è il significato degli ultimi tagli dei tassi? Sono solo simbolici?

Questa mossa era largamente attesa e giustificata dai ribaditi rischi per l'economia. Non dovrebbe essere quindi vista come un’azione meramente simbolica. Per cominciare, il tasso di riferimento determina il costo che le banche pagano per prendere in prestito i fondi a lungo termine dalla Banca Centrale Europea (BCE).

Inoltre la BCE ha abbassato di un quarto di punto il tasso a cui vengono remunerati i depositi delle banche ed ora questo è pari a zero. La logica di questa politica è che le banche, che depositano attualmente circa 800 miliardi di euro nel conto della BCE, dovrebbero invece prestarli ai veri operatori economici (imprese e famiglie).

C’è la possibilità che vengano adottate altre misure non convenzionali?

Nel caso in cui non si potesse perseguire con rigore una politica di allentamento quantitativo all’interno della zona euro, dovrebbero essere trovati degli strumenti alternativi. Portare il tasso di deposito a zero e poi eventualmente ad un livello negativo (come recentemente accaduto in Danimarca), come è stato sottolineato dal presidente della BCE Mario Draghi in risposta ad un giornalista, è un ulteriore strumento non convenzionale che potrebbe essere usato a breve. Altre soluzioni come le operazioni di rifinanziamento a lungo termine (LTRO) della BCE non dovrebbero essere escluse a priori, ma potrebbero essere utilizzate con minore frequenza al fine di evitare gli effetti indesiderati che si sono riscontrati con le due aste di grandi dimensioni (in particolare utilizzata per acquistare titoli di Stato). In realtà il presidente della BCE ha insistito sulla necessità di ulteriori azioni di questo tipo.

Torniamo all’ultimo discorso del Presidente della BCE. Cosa nota?

Nel corso dell’ultima conferenza stampa, il presidente è sembrato molto concentrato sulle condizioni finanziarie delle banche, che è ovviamente il compito principale della BCE. Ha posto meno enfasi sulle misure volte a fissare un limite ai rendimenti dei titoli di Stato e questa omissione ha deluso alcuni investitori, che probabilmente si aspettavano che la BCE appoggiasse l'accordo dell'ultimo vertice dell'Unione Europea, con l'acquisto di obbligazioni dei Paesi in difficoltà. Tuttavia, programmi speciali come il SMP (acquisti sul mercato secondario) potrebbero appartenere al passato e anche l’eventualità di un’altra sessione di LTRO non è stata considerata, poiché i fondi di salvataggio sono pronti ad assumere questa funzione.

La recente attivitĂ  della banca centrale, anche al di fuori dell'area dell'euro, come influenzerĂ  le vostre decisioni di investimento?

Siamo ancora in una fase di sollievo a seguito del summit dell’UE e questo può aiutare a vedere il lato positivo della mobilitazione globale delle banche centrali (il taglio dei tassi della Cina così come l’ulteriore aggiunta di fondi della Banca d’Inghilterra sono stati decisi in meno di un'ora dalla mossa della BCE). Secondo il nostro punto di vista, gli investitori sono invitati ad "assumersi il rischio" ed in linea di principio siamo d'accordo con questo messaggio, tanto che confermiamo la nostra ricerca di rendimenti nei paesi periferici più importanti dell'EMU (Italia e Spagna), a scapito dei titoli obbligazionari dei paesi “core” con prezzi meno allettanti. Allo stesso tempo, questa mobilitazione suggerisce che ci sono ancora molte incertezze intorno a noi e siamo pronti a muoverci tatticamente per gestire possibili aumenti dell’avversione al rischio.

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