Un nuovo bilancio sulla questione greca

Monica Defend - Responsabile Global Asset Allocation Research img-monica-defend

Dopo tanta attenzione verso provvedimenti più rigorosi, l'UE ha concesso alla Grecia un finanziamento apparentemente senza troppe limitazioni. Era così necessario?

In effetti i fondi erano urgenti, tanto che una prima tranche di 34 miliardi di euro è stata rilasciata nel giro di pochi giorni. Di questi, circa 16 miliardi sono destinati alla ricapitalizzazione delle banche, 7 miliardi a supporto del bilancio dello Stato e 11,3 miliardi per un’operazione di riacquisto del debito. Gli esborsi sono previsti per una parte in contanti, secondo le esigenze di bilancio della Grecia, e per la restante parte in titoli, ad esempio emessi dall’EFSF. Altri 7,2 miliardi vengono erogati a inizio gennaio per la ricapitalizzazione delle banche. Il resto verrà stanziato entro e non oltre il primo trimestre di quest’anno, a condizione che la Grecia rispetti gli obiettivi fissati dai creditori, e l’importo sarà inferiore, circa la metà, rispetto a quanto erogato in precedenza.

Una parte dei fondi immediatamente disponibili è necessaria a finanziare il riacquisto del debito. Si tratta di un’operazione nuova nel piano di salvataggio della Grecia?

Il governo greco ha concordato con i creditori privati un piano di riacquisto del debito pari ad un valore nominale di 31,9 miliardi di euro di obbligazioni su un ampio range di scadenze, per cui gli 11,3 miliardi stanziati adesso porteranno ad una riduzione dell’ammontare del 70%. L’obiettivo è quello di ridurre il costo del debito, che è aumentato da quando è stata avviata la prima operazione di salvataggio oltre due anni fa.

In questo contesto i creditori come prendono le notizie sulla salute del Paese?

Sono necessari aggiornamenti costanti. L’ultimo riporta il rinvio dal 2014 al 2016 dell’avanzo primario di bilancio al 4.5% del PIL. Sulla base delle nuove proiezioni, quando finirà il programma del FMI nel 2016, la Grecia prevede di raggiungere un rapporto Debito/PIL del 175% e nel 2020 del 124%, mentre nel 2022 l’obiettivo è di raggiungere un rapporto sostanzialmente inferiore al 110%. Lo scenario precedente aveva stimato invece un rapporto Debito/PIL del 120% raggiungibile nel 2020.

Quanto saranno rassicurati i creditori della Grecia dall’idea della riduzione del debito?

Una valutazione approfondita delle misure messe in atto richiede ulteriori analisi, anche se i maggiori creditori non condividono, in linea di principio, l’idea della riduzione del debito, nonostante l’ammontare a carico della Grecia sia stato ridotto notevolmente:

  • il tasso di interesse applicato sui prestiti erogati mediante il primo programma di salvataggio è stato ridotto dell’1%
  • le scadenze dei finanziamenti bilaterali e di quelli stanziati dall’EFSF sono state prorogate di 15 anni ed il pagamento degli interessi differito di 10 anni
  • i membri dell’EMU destineranno in un deposito separato un importo equivalente a quello degli interessi cedolari delle obbligazioni acquistate dalle banche centrali nazionali per conto della BCE sulla base del primo piano di acquisto (SMP).

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