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I Fondi Liquid Alternatives

Investment University» |

3 gennaio 2016

Con il termine liquid alternatives si identifica una classe di prodotti di investimento intermedia fra i fondi UCITS tradizionali e i fondi Alternativi (in particolare ex speculativi, in inglese hedge funds). Sono infatti fondi che danno accesso a strategie alternative tipiche del mondo degli hedge funds utilizzando strumenti liquidi e negoziabili.
Il concetto di investimento alternativo è stato associato per anni al concetto di speculativo, un termine con una connotazione poco positiva e per lo più opportunistica e di breve termine.
In realtà il termine alternativo sottende la possibilità di investire su un universo più ampio di strumenti finanziari rispetto ad un fondo armonizzato tradizionale, con una diversa capacità e potenzialità di gestire il rischio associato all’investimento.

In Europa sono disciplinati dalla stessa normativa dei fondi comuni tradizionali, cioè la direttiva UCITS, acronimo di «Undertakings for Collective Investment in Transferable Securities» (organismi d'investimento collettivo in valori mobiliari) e vengono specificamente chiamati Fondi UCITS “Alternativi”, un marchio di liquidità e trasparenza.
Questi fondi mirano a generare rendimenti che possono anche non dipendere da una relazione diretta con i mercati tradizionali, ma da altre variabili, in modo da puntare a creare valore anche in scenari negativi di mercato. Essendo destinati a un pubblico non professionale, devono rispettare la normativa UCITS che impone diversificazione degli investimenti, divieto di vendita allo scoperto di asset fisici o prestito di azioni, limite alla leva massima, possibilità di liquidare l’investimento almeno ogni 15 giorni. Inoltre, come per tutti i fondi UCITS, la normativa non prevede una soglia minima di sottoscrizione ma solo quello prevista nella rispettiva Documentazione d’offerta.

Le caratteristiche di questa tipologia di fondi sono tanto più apprezzate quanto più incerto o rischioso è il contesto finanziario, quando è cruciale minimizzare la volatilità e massimizzare i ritorni. Non è un caso che l’offerta di Fondi UCITS “alternativi” così come la domanda da parte degli investitori abbia registrato un costante aumento a partire dal 2008. La crisi dei mercati finanziari ha, infatti, messo in discussione i prodotti tradizionali del risparmio gestito nella loro capacità di protezione del capitale. Neanche gli hedge fund ne sono usciti indenni: il ridotto accesso al credito ha costretto numerosi fondi ad avviare un processo di liquidazione forzata delle posizioni, spesso illiquide, per ripagare il debito utilizzato e penalizzare l’ottica di lungo periodo dell’investimento.
I fondi UCITS “alternativi” hanno invece dimostrato una volatilità contenuta dei rendimenti, avvalorando la tesi di un loro efficace utilizzo da parte degli investitori per mitigare le perdite nelle fasi difficili di mercato e gestire al meglio il profilo rischio/rendimento dei portafogli.