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Le obbligazioni subordinate

Investment University» |

1 maggio 2016

Il tema delle obbligazioni subordinate ha dominato le prime pagine dei media italiani nelle ultime settimane. Poiché è un segmento di mercato che da qualche anno sta conoscendo, anche per questioni normative, un significativo sviluppo abbiamo chiesto a Vianney Hocquet, gestore di Pioneer Investments specializzato nel debito societario e co gestore di Pioneer Funds – Global Subordinated Bond, di spiegarci le caratteristiche di questi strumenti.

 

Vianney, puoi spiegarci cosa sono esattamente le obbligazioni subordinate e perché rappresentano un segmento di mercato in forte espansione?
Nel corso degli ultimi anni il debito subordinato ha conosciuto un importante sviluppo rappresentando un’opportunità di investimento con un profilo rischio/rendimento ritenuto attraente dagli investitori. Le obbligazioni subordinate si distinguono da quelle non subordinate, denominate senior perché, in caso di fallimento dell’emittente, il creditore viene rimborsato dopo gli altri obbligazionisti senior. Questa maggiore rischiosità si riflette naturalmente in rendimenti più elevati che le obbligazioni subordinate offrono rispetto alle obbligazioni senior. Le obbligazioni subordinate possono assumere varie forme, con maggiore o minore grado di rischiosità, staccano una cedola periodica e possono non avere una scadenza predefinita, nel qual caso prevedono un’opzione di rimborso anticipato a favore dell’emittente esercitabile a partire da una certa data.

Come mai questo tipo di strumento sta diventando così rilevante nel settore bancario?
Lo sviluppo del mercato in realtà ha coinvolto tutti i settori economici. In ambito bancario, il debito subordinato è una leva importante che gli istituti di credito stanno utilizzando per rafforzarsi patrimonialmente con capitale di prima qualità, cioè in grado di assorbire eventuali perdite, come richiesto dalla normativa europea per rendere il sistema bancario più solido e resistente agli shock finanziari. A tal fine, sono nate nuove tipologie di emissioni subordinate che hanno il pregio di consentire all’emittente di evitare aumenti di capitale che sono tipicamente più onerosi nonché diluitivi del peso degli azionisti nel capitale sociale dell’azienda. Il costo di finanziamento che gli istituti devono sostenere nell’emettere debito subordinato è più elevato di quello del debito senior poiché i rischi per i sottoscrittori sono più alti: sono, infatti, emissioni che possono essere convertite in azioni o subire rilevanti decurtazioni del valore nominale o non pagare le cedole non soltanto nel caso estremo di fallimento dell’azienda ma anche nell’ipotesi di deterioramento dei fondamentali di bilancio rappresentati da parametri specifici.


Per saperne di più, leggi il documento.

 



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