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Value e growth, due stili a confronto

Investment University» |

5 gennaio 2015

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I gestori dei fondi comuni d'investimento hanno la possibilità di adottare diverse strategie, a seconda degli obiettivi e dei settori di riferimento. In ambito azionario, in particolare, una distinzione importante è quella tra stili value (valore) e growth (crescita), basati sulle caratteristiche dei titoli in portafoglio e sulle prospettive di crescita delle rispettive aziende.

Lo stile di gestione growth punta su segmenti di mercato e società in fase di rapida espansione, con attese molto positive per il futuro. I titoli di questo tipo possono avere performance variabili nel breve termine, ma offrono interessanti prospettive di crescita nel lungo periodo e il loro prezzo incorpora l’aspettativa di un imminente aumento dei profitti.
Nel caso di un investimento growth, insomma, si è disposti a rinunciare a possibili dividendi nel breve termine e si scommette sull'apprezzamento futuro dell’azione. Il contesto ideale per questo tipo d’investimento è caratterizzato da un atteggiamento positivo degli investitori, con forti aspettative di crescita degli utili, una buona crescita economica e un basso tasso d’inflazione. Molti titoli growth appartengono ad esempio al settore tecnologico, le cui attese di crescita possono essere a volte molto positive.

I titoli value, invece, sono riconducibili prevalentemente a società con una solida storia aziendale e buoni risultati nel passato, ma le cui prospettive per il futuro prevedono una crescita a ritmi moderati. Di solito i gestori prediligono azioni sottovalutate dal mercato, ma emesse da aziende solide e con buoni fondamentali. Il settore industriale, per fare un esempio, è ricco di società di questo tipo.
I sostenitori dello stile value guardano quindi al presente, adottando uno stile più difensivo e diffidando da previsioni troppo ottimistiche. L'ambiente ideale per l’investitore value è quello tipico di un’economia in contrazione o in ripresa dopo un periodo di recessione.

Storicamente le azioni growth e value hanno ottenuto risultati molto differenti tra di loro. Ma quale stile bisognerebbe scegliere allora? È importante considerare che nessuno dei due approcci è infallibile: un portafoglio di fondi ben diversificato dovrebbe contenere titoli sia growth sia value, per trarre vantaggio dallo sviluppo dei mercati più promettenti senza rinunciare a una crescita omogenea del capitale e per tenere sotto controllo il livello di rischio, evitando di “sbilanciarsi” verso un solo stile di gestione.