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BCE: un approccio all'insegna della continuità

Outlook e mercati» |

9 settembre 2016

Nessuna novità sul fronte della BCE. La Banca Centrale Europea nel corso dell'ultimo incontro ha infatti deciso di non variare le proprie politiche e di mantenere inalterati i tassi di riferimento.

Per capire meglio cosa è stato comunicato e quali sono le implicazioni di queste decisioni abbiamo fatto qualche domanda a Cosimo Marasciulo, Head of European Government Bonds di Pioneer Investments.

 

 

Quali decisioni sono state comunicate sui tassi di interesse di riferimento della BCE?
Come previsto dalla maggior parte degli osservatori e degli operatori del mercato, la Banca Centrale Europea (BCE) nell’ultimo incontro dell’8 settembre ha deciso di lasciare inalterati i tassi d’interesse di riferimento. Questo significa che il tasso di deposito rimane stabile a -0,40%. Il Presidente della BCE Mario Draghi in passato ha già sottolineato che la BCE, pur riconoscendo che la politica del tasso di deposito negativo ha avuto degli effetti positivi, è anche consapevole che essa sta influenzando la redditività del settore bancario europeo. Tuttavia la BCE prevede che “i tassi possano restare ai livelli attuali o addirittura inferiori per un periodo ancora lungo e ben oltre la durata del QE”. Questo evidenzia come la BCE continui a mantenere un atteggiamento accomodante e lasci la porta aperta a possibili ulteriori tagli dei tassi di riferimento, se ritenuto necessario.
Considerato quanto già detto riguardo agli effetti negativi che potrebbero esserci per il settore bancario, dubitiamo che i tassi di riferimento possano essere ulteriormente ridotti.

 

 

Leggi sotto l'intervista completa.

 



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